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Il tapis roulant è un macchinario destinato all’uso ginnico. è praticamente immancabile in ogni palestra e lo si puà acquistare sul mercato anche per destinarlo all’uso domestico. Vediamo come è fatto e che tipo di vantaggi apporta al nostro corpo esercitarsi col tapis roulant.

La struttura del tapis roulant

Il tapis roulant è una macchina disponibile sia inversione ad alimentazione elettrica, sia in quella magnetica. I tapis roulant ad alimentazione elettrica sono generalmente i più costosi sul mercato. Le parti principali che costituiscono un tapis roulant elettrico sono: una pedana, un tappeto scorrevole, una costola dotata di manubri e un computer. i tapis roulant dotati di sistemi computerizzati sono molto sofisticati e consentono di allenarsi in tutta tranquillità e sicurezza secondo programmi specificamente studiati per gli scopi che si intende ottenere e preimpostati nell macchinario.

Sono dotati di contakilometri, di conteggio automatico delle calorie bruciate nel corso dell’attività ginnica, corsa o camminata nonché di cardiofrequenzimetro, molto utile per tenere sotto controllo il cuore e valutarne l’affaticamento in corso d’esercitazione. azionata la macchina il tappeto inizierà a scivolare più o meno rapidamente sulla pedana, sfruttando il meccanismo della classica scala mobile, e salendoci sopra potremo percorrere, comodamente dal nostro salotto di casa, decine di kilometri ascoltando musica, distraendoci con un buon film e tenendo d’occhio i bambini. La velocità dello scorrimento del tappeto è naturalmente regolabile o pre-impostata in base al programma di allenamento selezionato sul computer di bordo.

La pendenza della pedana e la resistenza dello scorrimento del tappeto di gomma sulla pedana sono altresì regolabili in base alle più svariate esigenze. questo tipo di tapis roulant può avere potenza, dimensioni e peso molto variabili. da queste caratteristiche dipenderà anch il costo dell’attrezzo.attrezzi potenti e costruiti in materiali molto resistenti in genere sono più riscontrabili in ambienti professionali come palestre o studi medici. il tapis roulant infatti è comunemente utilizzato nelle prove da sforzo in cardiologia.

Tapis roulant magnetici

I tapis roulant magnetici sono più leggeri ed economici rispetto agli omologhi elettronici. Il movimento del tappeto sulla pedana è direttamente dipendente dal movimento del corpo: quando le gambe si arrestano, si arresta anche il tapis roulant. questo può essere un vantaggio dato che se si scende di corsa da un tapis roulant elettronico, dimenticando di spegnerlo si rischia di cadere e ferirsi. altri vantaggi, relativamente alla possibilità di utilizzarlo in ambiente domestico, sono relativi alla leggerezza, alla trasportabilità e alla diponibilità in angoli nascosti della casa.

Sono infatti spesso dotati di rotelle per il trasporto, sono richiudibili e facilmente camuffabili nell’ambiente domestico senza grandi sforzi. le pendenze sono regolabili attraverso dispositivi meccanici, così come le resistenze. Non necessitano di alimentazione elettrica e consentono ad ogni modo di svolgere un efficace allenamento senza grandi pretese.

Con l’avvento di Augusto la trasformazione di Roma è evidente: dall’austerità della repubblica si passa al decoro dell’Impero, per cui l’architettura augustea si rivela aperta all’influenza ellenistica senza rinnegare la tradizione etrusca.

Dall’architettura repubblicana all’architettura imperiale

Quando Augusto fa erigere il proprio mausoleo riesce a far fondere il tema orientale della tomba monumentale con quello etrusco del tumulo, e ciò vale anche per la tomba di Cecilia Metella, mentre la piramide di Caio Cestio è di più manifesto esempio egiziano. Altro elemento caratteristico dell’architettura augustea è l’arco trionfale che discende dall’arco etrusco con qualche minima integrazione classica.

L’isolamento dell’arco così come quello postumo della colonna a scopo celebrativo manifesta il chiaro intento dei romani ad attribuire alle forme architettoniche viste quali icone di stabilità e di durata, la funzione di rappresentazione di quei grandi valori che sono alla base dell’ideologia dello stato. Il concetto stesso di monumento si lega palesemente alla volontà di stabilire un rapporto reale tra il passato storico, il presente e il futuro manifestando con la costruzione di tali monumenti la perennità di quei valori.

Il significato ideologico dei monumenti imperiali

La Domus Aurea che Nerone si fece costruire è l’immagine della follia di un visionario megalomane ma che ebbe una rilevante importanze nell’ambito dello sviluppo dell’architettura romana. Infatti, Nerone intendeva costruire una sorta di ‘palazzo del Sole’, per cui attinse da modelli orientali e ciò è evidente non solo nell’ostentazione del fasto dei marmi e delle opere d’arte ma anche nel collegamento dell’edificio ai giardini per cui la domus venne concepita non come n blocco chiuso ma come in organismo snodato che comunica con la natura.

La domus quindi fu costruita con l’idea che dovesse essere un monumento, ma non alla gloria della patria ma alla divinità dell’imperatore, un concetto questo che si ritroverà in tutta l’architettura imperiale. L’anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, inaugurato dall’imperatore Tito nell’80 d.C. assunse ben presto un valore simbolico per le molte memorie storiche che rappresentava.

Per spiegare il modo in cui il Colosseo sia riuscito ad assumere tale significato ideologico bisogna analizzarlo dall’interno: lo spettacolo di gladiatori, belve e lottatori che si teneva all’interno dell’anfiteatro non era altro che una sorta di grande parata che doveva dimostrare agli occhi del mondo il trionfo continuamente celebrato dei governatori e del popolo di Roma. Non per niente la grande mole ellittica era stata eretta per dominare e contraddistinguere il paesaggio dell’Urbe: era stata costruita perché si trovasse perfettamente in asse con il foro e ne chiudesse la prospettiva monumentale.

Degli etruschi che si insediarono lungo la costa e il retroterra tirrenico, resta ancora incerta la provenienza così come poco o nulla si conosce dei loro usi e costumi, della loro lingua e della loro religione. Le prime manifestazioni culturali risalgono alla fine del IX e l’inizio dell’VIII secolo: la civiltà etrusca conclude il proprio ciclo nel II secolo dopo aver occupato la pianura padana e la costa tirrenica fino alla Campania.

Chi sono gli etruschi?

Gli etruschi erano molto industriosi e sapevano sfruttare i giacimenti metalliferi, il suolo e la posizione geografica favorevole per instaurare traffici commerciali marittimi con gli altri paesi dell’area mediterranea. Si trattava di una civiltà essenzialmente urbana: le città infatti venivano costruite con forti cinta murarie a loro protezione e si succedevano tra loro a brevi distanze generalmente lungo le vallate del Tevere e dell’Arno. La società etrusca era invece chiusa e conservatrice, molto gelosa delle proprie tradizioni, soprattutto ciò che la caratterizzava maggiormente era un oscuro sentimento del sacro, infatti gli etruschi hanno conservato per lungo tempo culti decisamente arcaici.

Credevano infatti nell’esistenza di una entità divina dominante nel mondo attraverso numerose e occasionali manifestazioni che si concretizzavano nell’adorazione di spiriti e divinità. Ciò che regnava sul mondo era una specie di “fortuna”, intesa come forza misteriosa che poteva essere evocata o scongiurata attraverso l’ars aruspicina, ovvero pratiche divinatorie.

Il rapporto degli etruschi con la morte e l’arte

Quanto più il senso della vita è concreto e pratico tanto più è misteriosa e paurosa la dimensione della morte: per gli etruschi infatti incombente e terrificante era l’immagine dell’aldilà che concepivano come pieno di spiriti infernali, per questo era necessario combattere e annullare gli effetti della morte cercando di conservare le proprie sembianze e fattezze nonché la sostanza stessa della vita. Partendo da tale concezione, tutta l’arte etrusca è quindi destinata alla tomba in cui si deve conservare qualcosa della vita reale: la tomba diventa così casa o immagine della casa o del corpo umano, l’importante è che la persona possa reintegrarsi alla realtà e continuare a vivere.

Nell’arte etrusca è percepibile l’influenza della cultura figurativa greca ma si tratta di un’influenza puramente formalistica poiché sarebbe stato impossibile per un’arte espressione assoluta e totale della vita influire su quella etrusca così ossessionata dal pensiero e dal timore della morte. Un’arte che si pone a protezione e scongiuro contro la morte non può definirsi pienamente religiosa quanto piuttosto superstiziosa, e poiché la superstizione è una credenza popolare l’arte etrusca rivela un certo carattere popolaresco, ovvero nasce dalla vita quotidiana da quella vita in cui si ha paura della morte e per questo è anche un’arte estremamente realistica.