L’architettura ai tempi di Augusto Imperatore

Con l’avvento di Augusto la trasformazione di Roma è evidente: dall’austerità della repubblica si passa al decoro dell’Impero, per cui l’architettura augustea si rivela aperta all’influenza ellenistica senza rinnegare la tradizione etrusca.

Dall’architettura repubblicana all’architettura imperiale

Quando Augusto fa erigere il proprio mausoleo riesce a far fondere il tema orientale della tomba monumentale con quello etrusco del tumulo, e ciò vale anche per la tomba di Cecilia Metella, mentre la piramide di Caio Cestio è di più manifesto esempio egiziano. Altro elemento caratteristico dell’architettura augustea è l’arco trionfale che discende dall’arco etrusco con qualche minima integrazione classica.

L’isolamento dell’arco così come quello postumo della colonna a scopo celebrativo manifesta il chiaro intento dei romani ad attribuire alle forme architettoniche viste quali icone di stabilità e di durata, la funzione di rappresentazione di quei grandi valori che sono alla base dell’ideologia dello stato. Il concetto stesso di monumento si lega palesemente alla volontà di stabilire un rapporto reale tra il passato storico, il presente e il futuro manifestando con la costruzione di tali monumenti la perennità di quei valori.

Il significato ideologico dei monumenti imperiali

La Domus Aurea che Nerone si fece costruire è l’immagine della follia di un visionario megalomane ma che ebbe una rilevante importanze nell’ambito dello sviluppo dell’architettura romana. Infatti, Nerone intendeva costruire una sorta di ‘palazzo del Sole’, per cui attinse da modelli orientali e ciò è evidente non solo nell’ostentazione del fasto dei marmi e delle opere d’arte ma anche nel collegamento dell’edificio ai giardini per cui la domus venne concepita non come n blocco chiuso ma come in organismo snodato che comunica con la natura.

La domus quindi fu costruita con l’idea che dovesse essere un monumento, ma non alla gloria della patria ma alla divinità dell’imperatore, un concetto questo che si ritroverà in tutta l’architettura imperiale. L’anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo, inaugurato dall’imperatore Tito nell’80 d.C. assunse ben presto un valore simbolico per le molte memorie storiche che rappresentava.

Per spiegare il modo in cui il Colosseo sia riuscito ad assumere tale significato ideologico bisogna analizzarlo dall’interno: lo spettacolo di gladiatori, belve e lottatori che si teneva all’interno dell’anfiteatro non era altro che una sorta di grande parata che doveva dimostrare agli occhi del mondo il trionfo continuamente celebrato dei governatori e del popolo di Roma. Non per niente la grande mole ellittica era stata eretta per dominare e contraddistinguere il paesaggio dell’Urbe: era stata costruita perché si trovasse perfettamente in asse con il foro e ne chiudesse la prospettiva monumentale.