L’arte etrusca: prime manifestazioni di arte in Italia

Degli etruschi che si insediarono lungo la costa e il retroterra tirrenico, resta ancora incerta la provenienza così come poco o nulla si conosce dei loro usi e costumi, della loro lingua e della loro religione. Le prime manifestazioni culturali risalgono alla fine del IX e l’inizio dell’VIII secolo: la civiltà etrusca conclude il proprio ciclo nel II secolo dopo aver occupato la pianura padana e la costa tirrenica fino alla Campania.

Chi sono gli etruschi?

Gli etruschi erano molto industriosi e sapevano sfruttare i giacimenti metalliferi, il suolo e la posizione geografica favorevole per instaurare traffici commerciali marittimi con gli altri paesi dell’area mediterranea. Si trattava di una civiltà essenzialmente urbana: le città infatti venivano costruite con forti cinta murarie a loro protezione e si succedevano tra loro a brevi distanze generalmente lungo le vallate del Tevere e dell’Arno. La società etrusca era invece chiusa e conservatrice, molto gelosa delle proprie tradizioni, soprattutto ciò che la caratterizzava maggiormente era un oscuro sentimento del sacro, infatti gli etruschi hanno conservato per lungo tempo culti decisamente arcaici.

Credevano infatti nell’esistenza di una entità divina dominante nel mondo attraverso numerose e occasionali manifestazioni che si concretizzavano nell’adorazione di spiriti e divinità. Ciò che regnava sul mondo era una specie di “fortuna”, intesa come forza misteriosa che poteva essere evocata o scongiurata attraverso l’ars aruspicina, ovvero pratiche divinatorie.

Il rapporto degli etruschi con la morte e l’arte

Quanto più il senso della vita è concreto e pratico tanto più è misteriosa e paurosa la dimensione della morte: per gli etruschi infatti incombente e terrificante era l’immagine dell’aldilà che concepivano come pieno di spiriti infernali, per questo era necessario combattere e annullare gli effetti della morte cercando di conservare le proprie sembianze e fattezze nonché la sostanza stessa della vita. Partendo da tale concezione, tutta l’arte etrusca è quindi destinata alla tomba in cui si deve conservare qualcosa della vita reale: la tomba diventa così casa o immagine della casa o del corpo umano, l’importante è che la persona possa reintegrarsi alla realtà e continuare a vivere.

Nell’arte etrusca è percepibile l’influenza della cultura figurativa greca ma si tratta di un’influenza puramente formalistica poiché sarebbe stato impossibile per un’arte espressione assoluta e totale della vita influire su quella etrusca così ossessionata dal pensiero e dal timore della morte. Un’arte che si pone a protezione e scongiuro contro la morte non può definirsi pienamente religiosa quanto piuttosto superstiziosa, e poiché la superstizione è una credenza popolare l’arte etrusca rivela un certo carattere popolaresco, ovvero nasce dalla vita quotidiana da quella vita in cui si ha paura della morte e per questo è anche un’arte estremamente realistica.