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Le altre facce della violenza

L’utilizzo d’animali per la distrazione umana è, purtroppo, usanza antichissima. L’apogeo si è avuto al tempo dei romani, dove animali di diverso genere si battevano fra loro o contro degli umani. Ma non è necessario rispolverare i libri di storia per scoprire che queste tradizioni non sono affatto cessate ai giorni nostri e per scopi di ben altro genere. Quando si parla di combattimenti fra animali, il primo pensiero vola verso pit bull, rotweiler, dobermann o bulldog. Non tutti sanno, però, che non è soltanto il cane l’animale preferito per i combattimenti. Trovare segnalazioni sull’utilizzo di animali in combattimenti di varia natura è davvero semplicissimo. Provate a sfogliare i cataloghi dei viaggi verso mete esotiche e ad informarvi sulle tradizioni locali. “Il combattimento fra galli è la scommessa antillese per eccellenza. Il luogo del combattimento si chiama gallodromo e qui vengono lanciate sfide di ogni sorta. I combattimenti sono in genere di breve durata, quindi potrete vederne più d’uno in una mattinata. Regna ovunque un ambiente caloroso, ricco di emozioni tipiche degli sport di combattimento. Durante le pause saranno messe a vostra disposizione delle squisite pietanze locali. Scoprite l’universo dei combattimenti fra galli, questi ultimi vi sveleranno il loro talento di lottatori. Tutto pacifico, alla luce del sole e corredato da foto dimostrative. Lo zelante redattore ha, però, dimenticato alcuni particolari che fanno parte del mondo dei combattimenti fra galli. Il combattimento, spesso clandestino, ha un giro d’affari enorme. Per entrare si paga un biglietto d’ingresso di 2000 lire e le scommesse non sono mai inferiori alle 30.000 lire. Ad ogni combattimento assistono, in media, circa 300 persone, ma si può giungere anche a mille presenze nell’arco dell’intera giornata; fate voi i conti… Senza contare che la gran parte di questi simpatici pennuti è bardato con una serie di punte metalliche, mentre sulle zampe sono fissate delle lame di rasoio; inoltre, ma dicono sia solo una leggenda, pare che i galli siano rinvigoriti somministrandogli dell’acquavite: un piccolo cicchetto per combattere meglio! Il combattimento si protrae fino alla morte dell’avversario oppure, se egli diventa troppo debole per muoversi da solo, è sospinto dai proprietari con delle lunghe canne e, se proprio non dovesse farcela più, finisce dritto in casseruola! Da qui la breve durata dei combattimenti, all’insegna della legge che più se ne fanno, più soldi entrano in saccoccia. La questione, però è: chi vince, il ragazzo che ha il miglior gallo oppure quello che ha le migliori lame ? Il combattimento fra galli è generalmente proibito dalle leggi francesi. In particolare il Codice Penale Francese punisce, e cito testualmente “[…] il fatto, senza necessità, pubblicamente o non, d’esercitare volontariamente dei maltrattamenti verso un animale domestico con un ammenda da 3000 a 5000 franchi (ovvero da circa 1.000.000 a circa 1.500.000 lire [N.d.R.])” Sono però esclusi da quest’articolo proprio “i combattimenti fra i polli in quelle località, dove, si è stabilita una tradizione ininterrotta”. Per questo motivo si possono trovare tali combattimenti in Quebec, e nella stessa Francia, specie nelle Fiandre, dove essi sono organizzati in maniera piuttosto discreta, essendo, al contrario, proibite tutte le forme di scommessa. Molte associazioni animaliste francesi e non (SPA, GAIA, PETA), sono attualmente impegnate nella completa messa al bando dei combattimenti fra polli, ma molto resta ancora da fare. La tradizione è talmente radicata che persino sui giornalini scolastici si possono trovare interviste a ragazzi della scuola che allevano polli da combattimento. In uno di essi uno studente, parla dei suoi galli combattenti, con una fierezza che sfiora l’inverosimile. Si dice, comunque, preoccupato per la salute dei suoi animali, e sebbene durante gli allenamenti protegge loro con guanti da boxe piazzati sulle zampe, precisa che durante i combattimenti il becco e gli artigli vengono affilati affinché siano più penetranti nella carne degli avversari. Non ha timore ha dichiarare che il suo “passatempo” procura molto denaro, ma lui ammira i combattimenti solo perché in questi sport vige la legge del più forte. Come l’intervistatore, anche io mi domando: “si conoscono molte cose interessanti sui combattimenti, ma può essere considerato un gioco vedere morire degli animali?” I combattimenti fra galli non sono estranei nemmeno al Bel Paese. In alcuni paesi del Sud Italia, infatti, durante le sagre vengono fatti combattere i galli, ma nonostante le 200.000 firme raccolte durante le campagne della LAV, il disegno di legge sui combattimenti fra animali è stato definitivamente bocciato. Un'altra pratica molto diffusa nei paesi orientali è il combattimento fra cani ed orsi. Nel 1993 la WSPA e la SPA due grandi associazioni animaliste mondiali, hanno lanciato un’azione coordinata contro questi combattimenti. Nonostante le promesse dei vari governi l’inchiesta condotta dalla WSPA ha mostrato che questa barbarie perdura. In media, sono utilizzati dieci orsi durante gli 80-100 festival di combattimenti che ogni anno si organizzano e ai quali partecipano più di 2000 persone. Strappato dal proprio ambiente naturale, ciascun orso è venduto per circa 300.000 lire, ma il “valore” di un buon combattente può raggiungere anche i 5 milioni di lire. Questi orsi affronteranno diversi cani per dei combattimenti che prevedono fino a sei rounds. Essi però sono incatenati, privati degli artigli e dei denti, mentre i cani sono liberi di muoversi. Nonostante le ferite gli orsi devono continuare a “combattere” fino a tre volte per giorno e 300 volte in un anno. Spesso, colpiti dai potenti colpi di zampa degli orsi, i cani restano uccisi. Bisogna ricordare che questi spettacoli crudeli, sono proibiti dalla legge ma la corruzione è talmente imperante, che sono gli stessi poliziotti ad assicurare il servizio d’ordine e ad incassare il biglietto d’entrata. Fino ad ora tantissime associazioni animaliste internazionali si stanno battendo per far cessare uno spettacolo tanto inutile quanto crudele, ma la lotta è davvero dura, perché tali spettacoli costituiscono un grosso business. Mi piace concludere con le parole di Franco Libero Manco: “[…] è tempo di superare la mentalità antropocentrica che inclina gli uomini alla logica della sopraffazione del più debole. E’ tempo di superare la distinzione tra sofferenza e sofferenza, tra vita e vita. L’innocenza di un animale, la sua lealtà, la sua semplicità, la sua mitezza, il suo spontaneo fuggire da ogni violenza gratuita, sono mete ancora da raggiungere dalla maggior parte degli uomini” Leonardo Gambatesa

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